Guardando i trailer dei film in uscita nelle sale cinematografiche sarà capitato anche a voi di notare che ormai praticamente ogni film è disponibile sia in versione classica sia in 3D, una tecnica con cui le immagini prendono vita e sembrano uscire dallo schermo. Ma se volessimo portare le emozioni del 3D a casa, cosa ci serve? Un lettore capace di gestire l’enorme mole di dati, un supporto contenente il filmato e, ovviamente uno schermo capace di dare l’impressione che i personaggi dello schermo prendano vita nel nostro salotto. Se i primi modelli costavano migliaia di euro, oggi possiamo acquistare televisori 3D o 3D Ready già a partire da 500 euro, e alcuni produttori hanno realizzato speciali offerte comprendenti lettori e film a prezzi davvero accessibili. Il 3D domestico richiede che gli spettatori indossino speciali occhialini a tendine Lcd, che sincronizzano le immagini sullo schermo con quanto viene percepito dall’occhio destro e sinistro: il cervello, elaborando le immagini, “percepisce” la tridimensionalità delle stesse. Prima di procedere all’acquisto di un televisore è bene calcolare anche quanti paia di occhiali possono servire: molti produttori offrono pacchetti che insieme allo schermo, prevedono di serie due o quattro paia di occhialini. Diversamente, come nel caso dei Tv 3D Ready, gli occhiali Lcd attivi vanno acquistati come optional.

Come funziona il 3D?
Cominciamo con il dire che la tecnologia 3D può funzionare con schermi di qualsiasi dimensione perché il suo principio di funzionamento non fa differenze tra un televisore da 10 e uno da 70 pollici. Le immagini 3D riprodotte dal televisore, infatti, risultano sfocate se guardate senza occhialini perché contengono sovrapposti i fotogrammi dei canali destro e sinistro . È compito degli occhialini provvedere a unificare le immagini “dirigendo” ciascun fotogramma verso l’uno o l’altro occhio. I risultati migliori sono visibili a una certa distanza dallo schermo e in posizione centrale rispetto al pannello, a prescindere dalla tecnologia adottata dal produttore.
Attivo o passivo?
Lo schermo di un TV 3D può essere attivo o passivo in base alla tecnologia 3D scelta dal produttore. I grandi nomi hanno modelli che adottano una o l’altra tecnologia; LG per esempio, si è focalizzata principalmente sulla tecnologia passiva mentre Sony, Samsung e Panasonic su quella attiva. Ognuna ha i sui pro e i suoi contro, ma entrambe sono valide per creare un effetto 3D simile a quello del cinema. La tecnologia passiva per esempio, ha costi inferiori rispetto a quella attiva: gli occhiali sono più leggeri e quando si compra una nuova TV vengono forniti mediamente più paia di occhiali. Tuttavia la risoluzione delle immagini è inferiore a quella dei televisori a tecnologia attiva, ed è possibile che si perdano alcuni dettagli delle immagini, soprattutto se si è molto vicini allo schermo. La tecnologia attiva, invece, ha costi superiori, ma le immagini sono più dettagliate e i televisori sono spesso venduti senza occhialini di serie. Questi ultimi sono più grossi e pesanti rispetto a quelli passivi e si sincronizzano con la TV utilizzando segnali infrarossi o Bluetooth. Il loro funzionamento prevede che le tendine Lcd presenti nelle lenti si accendano e spengano 50 volte al secondo, così da far interpretare come tridimensionali le immagini al cervello. Gli occhialini attivi vanno ricaricati con l’apposito alimentatore o tramite la porta Usb della TV. Quando si acquista un televisore quindi è anche necessario pianificare l’acquisto di almeno quattro paia di occhiali, una spesa spesso considerata poco necessaria ma che potrebbe convenire fare sin da subito. Alcuni produttori, infatti, offrono un paio di occhialini extra a tariffe molto vantaggiose, ma solo al momento dell’acquisto.
Immagini in 2D
Non tutte le immagini sono in 3D, perché le trasmissioni televisive sono pensate per funzionare con ogni televisore. Gli schermi 3D riproducono perfettamente le immagini bidimensionali sia in definizione standard sia in HD. Alcuni modelli dispongono poi di una funzione che dovrebbe, in teoria, trasformare le immagini 2D in 3D ma obbliga a indossare continuativamente gli occhialini, con il rischio di affaticare troppo la vista.
